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Arte e donne..

24/08/2016

Mio padre mi diceva che per
far felice una donna
non ci vuole molto,
ma ci vuole molto.
Cioè, si spiegava meglio, non ci vuole molto impegno, ma ci vuole molta passione.

Non ci vogliono molti soldi, ma ci vuole molta creatività.

 Per vedere se la donna che hai accanto sta bene, tu portala a passeggiare, mi diceva.

Portala nei vicoli della città, portala a guardare le cose piccole, come le vecchiette che annaffiano dai balconi.

Che poi le passeggiate aiutano pure ad innamorarsi di più, mi diceva.

Perché quando si cammina i pensieri stupidi scorrono via, e rimane solo il presente, la bellezza del giorno, voi due.

Poi, portala a fare un aperitivo, mi diceva; quella sarà la prova del nove.

Fate un bell’aperitivo insieme, riposatevi dalla passeggiata, bevete e mangiate, ridete, diamine falla ridere.

E se dopo l’aperitivo ti dice: io ho ancora fame, andiamo a cena ?

Allora significa che quella persona sta davvero bene con te.

E felice, mi diceva.
Perché una donna quando sta bene ha sempre fame.

Gio Evan

Fonte: https://m.facebook.com/gioevan7/

P.S. Grazie a Gio Evan
Saluti

dr. De Vulvis Maximo

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Il prezzo del cervello

02/09/2014

In ospedale si trova un paziente gravemente malato. I familiari
si riuniscono nella sala d’attesa e, alla fine, entra un medico, stanco e desolato:
“Mi dispiace d’essere portatore di brutte notizie”, disse guardando le facce preoccupate, “l’unica speranza per il vostro familiare è un trapianto di cervello. E’ qualcosa di sperimentale e rischioso,
economicamente del tutto a vostre spese”
.
I familiari restano seduti, ascoltando le gravi notizie. Alla fine, uno domanda, “quanto costa un cervello?”
“Dipende” risponde il medico, 5.000 euro un cervello di un uomo; 200 euro uno di donna. Un lungo momento di silenzio invade la stanza, mentre gli uomini presenti cercano di non ridere ed evitano di guardare le donne negli occhi, anche se qualcuno accenna un sorriso.
Infine, la curiosità fa domandare ad uno di loro, “Dottore, a che si deve la differenza di prezzo?
Il medico, sorridendo a una domanda così innocente, risponde, “quelli femminili costano meno perché sono gli unici ad essere stati usati, gli altri sono come nuovi”.

Molti saluti a tutti gli uomini che sorridono a metà del racconto!
Ed un abbraccio a tutte le donne che sorridono alla fine!

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

Pareto ed il Sesso…legge 20/80 sul godimento!

26/01/2014

La matematica e la fisica sono scienze che si manifestano in ogni angolo dei nostri vissuti giornalieri, soprattutto esperenziali.

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Con il Coach De Filettis, grande motivatore e professionista indiscusso del coaching italiano si disquisiva di Pareto e l’applicazione del suo principio ad ogni campo.

Tutto ció necessita un preambolo…:

Cos’è il Principio di Pareto?

Pareto postuló attraverso lo studio della distribuzione e stratificazione dei redditi su un determinato territorio, come il 20% della popolazione, possedesse l’80% della ricchezza di quel territorio.
Pareto dopo qualche anno fu ripreso da Juran che ritenne replicabile questo concetto in ogni campo, sdoganando il principio che oggi viene riportato da chiunque come “Principio di Pareto 20/80”.

Io ed il coach alziamo la posta in gioco, ritenendo replicabile tutto ció anche nel sesso.
Lo sottopongo al vostro insindacabile giudizio proprio per capire la sua correttezza.

Riteniamo valido che il 20% dei nostri partner ci dia l’80% della soddisfazione sessuale nella nostra vita.
Così come, se si tratta di un rapporto stabile e duraturo, il 20% dei nostri rapporti sessuali con il medesimo partner ci fornisca l’80% della soddisfazione.

Aspetto i vostri commenti.

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

Gli opposti si attraggono…sarà vero?

31/10/2013

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Vi sarà capitato spesso di leggere questa frase, o sentirla dire dalle persone che vi circondano per i motivi più disparati.
Molto spesso viene usata in amore perché nel senso comune ci attira l’altro che possiede delle caratteristiche che noi non possediamo.

Ma è vero? Gli opposti ci attraggono?

Impariamo a vivere quelle emozioni o quelle condizioni vivendo in relazione con l’altro.
Spesso tutto ciò genera non pochi problemi perché invece risulta di difficile comprensione ed adattamento a lungo termine la relazione fatta su stili di vita differenti.

Possiamo raggruppare in quattro tipologie i tipi di pensiero:

Il tipo intuito: sa vedere e prevedere oltre il dato presente.
Il tipo sensazione: è concreto e vuole sempre toccare con mano.
Il tipo pensiero: analizza e scompone per vederci più chiaro.
Il tipo sentimento: è empatico e sa mettere tutti a proprio agio.

Potete riconoscervi in una di queste tipologie di pensiero e/o la persona che vi sta accanto?

Bene sappiate che dal punto di vista scientifico il senso comune trova fondamento nel fatto che effettivamente tutti gli individui sono attratti da caratteristiche altrui che vengono socialmente condivise e riconosciute come interessanti.
Un esempio su tutti, la ragazza timida che rimane affascinata dal brillante che si circonda di un alone di spregiudicatezza.
Tanto da suscitare in lei il cosidetto “spirito della crocerossina”.

Mi rimane salutarvi con l’auspicio che possiate si essere attratti ma soprattutto compensarvi con l’altra faccia della medaglia.

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

Hai avuto il massimo dal sesso? Il 60% delle europee no

29/09/2013

20130929-231149.jpgIn un momento in cui si presume che le donne abbiano acquisito il diritto al piacere, così come la capacità di decidere cosa vogliono in tema sessuale, le cifre indicano che il 60 per cento delle europee soffre di deficit della sessualità. A tutte le età. Con problemi vari e diversi. E sembra siano in aumento. I disturbi si riferiscono al desiderio, all’eccitazione, all’orgasmo, al piacere. Si va dal medico – e raramente dal sessuologo – come dall’avvocato, cercando un “codice del sesso” al quale attenersi.
Le risposte sono generalmente di tipo biologico. Per esempio, dopo il successo della versione maschile, è stato appena annunciato anche il Viagra rosa, il primo di una nuova generazione di farmaci destinati al piacere femminile. Una pillola che promette di migliorare la performance sessuale, ringiovanire il desiderio, far provare eccitazione e piacere. Ma quella della pillola è veramente la strada da percorrere per arrivare ad essere soddisfatte sessualmente? Possono essere prescritti il desiderio, la creatività, la comunicazione? A parte i casi di disfunzione per i quali certi interventi e farmaci possono effettivamente essere di aiuto, sembra che si voglia manipolare la sessualità. Pretendendo di gestire il desiderio e il piacere attraverso la messa a punto di pezzi del corpo, di molecole, di neurotrasmettitori. Così come vuole farci intendere la campagna europea di sensibilizzazione, che imperversa in questo periodo, sull’eiaculazione precoce per gli uomini come problema esclusivamente medico-farmacologico.
Siamo ancora e sempre nel mondo della “prestazione”, dove anche le difficoltà sessuali sono diventate solo disturbi fisiologici, clinici o meccanici da risolvere con pasticche, creme e bisturi. Bypassando testa, storie, relazioni. Perché l’esperienza sessuale non si riduce alla penetrazione vaginale e al raggiungimento dell’orgasmo ma è fatta di sensazioni, emozioni, intimità. Ed è una dimensione esistenziale molto complessa. È lo spazio dello scambio, della seduzione, della complicità, della disponibilità, della condivisione. È un modo per sperimentare, mettersi in contatto con i propri sentimenti, vivere la propria corporeità (non solo genitalità) e il proprio immaginario. La sessualità ha sempre una funzione comunicativa, è sempre un incontro con l’altro. Anche quando avviene al di fuori di un rapporto di coppia stabile o di una storia d’amore. E la soddisfazione è data dal capire ed esprimere le proprie esigenze sessuali, provare desiderio, eccitarsi, sentirsi coinvolte. Più le sensazioni sono raffinate, più il sesso diventa potente, significativo e soddisfacente.
La nostra sessualità ha mille volti. A volte con un partner non “funzioniamo” mentre con un altro ci scopriamo disinibite e contente. Possiamo non essere appagate sessualmente dalla persona che amiamo, oppure vivere esperienze sessuali soddisfacenti con chi non abbiamo nessun’altra relazione. Ci sono persone, situazioni, atmosfere che ci rendono disponibili e accendono il desiderio, altre che hanno il potere di spegnerlo. Attraversiamo momenti di vita che ci permettono di osare, sperimentare, aprirci a nuove strade. Difficile pensare che basti essere “lubrificate”, pluri-orgasmiche o attenersi a frequenza e durata dei rapporti per essere soddisfatte, così come una certa sessuologia sanitaria e meccanicistica vuole dirci. Fortunatamente siamo complesse e interessanti. E il desiderio è straordinariamente ricco. Non a caso falliscono i mille tentativi di curare impotenza e frigidità quando prescindono da un esame dei significati psicologici e relazionali che ne stanno alla base.
La definizione stessa di soddisfazione sessuale non è facile. Sicuramente non si limita all’orgasmo. “Non è un parametro assoluto per raccontare il piacere femminile” spiega Roberta Giommi, direttrice dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze “perché a volte il corpo funziona anche nella sua meccanicità, ma al femminile ci vogliono le emozioni, occorre sentirsi al centro di attenzioni romantiche e di desiderio intenso”. Così, può esserci eccitazione, lubrificazione, orgasmo ma non soddisfazione. “Perché la soddisfazione femminile” continua la sessuologa “ha bisogno di altri ingredienti, come la comprensione, il corteggiamento, l’intimità emotiva, la relazione”.

Fonte: Irpinianews.it

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

La ricetta della nonna per il sesso…

28/04/2012

Ritengo che una costante nella vita affettiva, ma anche formativa di un/a giovane adulto/a, sia quella di tenere come uno dei riferimenti importanti nella propria vita i nonni oltre i genitori.
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Spesso non ci fermiamo a riflettere sul fatto che tutto nella nostra vita è ciclico routinario, e subisce solo lievi varianti generate dal periodo storico soprattutto e leggermente meno dal contesto.

Questo ci dovrebbe far riflettere intensamente sul fatto che gli anni vissuti da chi ci ha preceduto sono un bagaglio di informazioni ed esperienze, che anche se non vogliamo seguire in modo pedissequo, vanno assimilate e tenute nel cassetto per il momento di bisogno.

Tale comportamento ci permetterà di fare le giuste esperienze, viverle comunque come se fosse la prima volta, ma con il valore aggiunto di conoscere almeno in parte il finale e quindi poterlo guidare e controllare a nostro vantaggio.

Questa riflessione parte dal fantastico articolo letto e che vi riporto sotto, che descrive una nonna 87enne, desiderosa di consigliare la propria nipote su alcuni aspetti della vita sessuale e di coppia.

Sono estratti da una lettera che la nonna ha scritto alla nipote e che quest’ultima ha voluto condividere in rete. Godete uno stralcio delle parole scritte…

La ricetta della nonna

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

Fingere fa bene alla coppia?

27/04/2012

Tante lo vivono come una cosa scontata, altre con sofferenza non lo ammettono, ma ciò che le accomuna è il fatto di dover “simulare” l’orgasmo durante il rapporto sessuale con il proprio partner.
Bene, se questo accade sporadicamente nei rapporti occasionali ove la coppia morfologicamente non si conosce, vi sono in alcuni casi le inibizioni dovute all’occasione o in taluni casi all’alcool, ma nella coppia stabile è diverso.
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Godere di un ampio e soddisfacente orgasmo, perché a mio parere solo in questi termini va definito, permette alla donna, così come all’uomo, che l’organismo rilasci quelle sostenza a completamento di un comportamento naturale, che contribuiscono a rilassare e concedere all’organismo il senso di benessere che ne consegue.

Vivere la frustrazione di aver finto e quindi ingannato il proprio partner ed inoltre rimanere tese per un soddisfacimento non raggiunto, danneggia a lungo andare l’individuo ed il rapporto di coppia.

Riferisco sempre ai chi mi chiede supporto da questo punto di vista che la similitudine è presto fatta con la cucina, perché sesso e cibo vanno di pari passo.
Pensate di preparare un delizioso tacchino al forno, dovete preparare il ripieno, poi farcire il tacchino, ed infine infilarlo nel forno…ed è cotto!
Allo stesso modo dovete conoscere come preparare il momento dell’atto (vedi petting), poi stimolare la vostra partner per prepararsi ad accogliervi, ed infine infornare IL GALLETTO!

ATTENZIONE A NON LASCIARLO TROPPO IN COTTURA….

Saluti
dr. De Vulvis Maximo