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Hai avuto il massimo dal sesso? Il 60% delle europee no

29/09/2013

20130929-231149.jpgIn un momento in cui si presume che le donne abbiano acquisito il diritto al piacere, così come la capacità di decidere cosa vogliono in tema sessuale, le cifre indicano che il 60 per cento delle europee soffre di deficit della sessualità. A tutte le età. Con problemi vari e diversi. E sembra siano in aumento. I disturbi si riferiscono al desiderio, all’eccitazione, all’orgasmo, al piacere. Si va dal medico – e raramente dal sessuologo – come dall’avvocato, cercando un “codice del sesso” al quale attenersi.
Le risposte sono generalmente di tipo biologico. Per esempio, dopo il successo della versione maschile, è stato appena annunciato anche il Viagra rosa, il primo di una nuova generazione di farmaci destinati al piacere femminile. Una pillola che promette di migliorare la performance sessuale, ringiovanire il desiderio, far provare eccitazione e piacere. Ma quella della pillola è veramente la strada da percorrere per arrivare ad essere soddisfatte sessualmente? Possono essere prescritti il desiderio, la creatività, la comunicazione? A parte i casi di disfunzione per i quali certi interventi e farmaci possono effettivamente essere di aiuto, sembra che si voglia manipolare la sessualità. Pretendendo di gestire il desiderio e il piacere attraverso la messa a punto di pezzi del corpo, di molecole, di neurotrasmettitori. Così come vuole farci intendere la campagna europea di sensibilizzazione, che imperversa in questo periodo, sull’eiaculazione precoce per gli uomini come problema esclusivamente medico-farmacologico.
Siamo ancora e sempre nel mondo della “prestazione”, dove anche le difficoltà sessuali sono diventate solo disturbi fisiologici, clinici o meccanici da risolvere con pasticche, creme e bisturi. Bypassando testa, storie, relazioni. Perché l’esperienza sessuale non si riduce alla penetrazione vaginale e al raggiungimento dell’orgasmo ma è fatta di sensazioni, emozioni, intimità. Ed è una dimensione esistenziale molto complessa. È lo spazio dello scambio, della seduzione, della complicità, della disponibilità, della condivisione. È un modo per sperimentare, mettersi in contatto con i propri sentimenti, vivere la propria corporeità (non solo genitalità) e il proprio immaginario. La sessualità ha sempre una funzione comunicativa, è sempre un incontro con l’altro. Anche quando avviene al di fuori di un rapporto di coppia stabile o di una storia d’amore. E la soddisfazione è data dal capire ed esprimere le proprie esigenze sessuali, provare desiderio, eccitarsi, sentirsi coinvolte. Più le sensazioni sono raffinate, più il sesso diventa potente, significativo e soddisfacente.
La nostra sessualità ha mille volti. A volte con un partner non “funzioniamo” mentre con un altro ci scopriamo disinibite e contente. Possiamo non essere appagate sessualmente dalla persona che amiamo, oppure vivere esperienze sessuali soddisfacenti con chi non abbiamo nessun’altra relazione. Ci sono persone, situazioni, atmosfere che ci rendono disponibili e accendono il desiderio, altre che hanno il potere di spegnerlo. Attraversiamo momenti di vita che ci permettono di osare, sperimentare, aprirci a nuove strade. Difficile pensare che basti essere “lubrificate”, pluri-orgasmiche o attenersi a frequenza e durata dei rapporti per essere soddisfatte, così come una certa sessuologia sanitaria e meccanicistica vuole dirci. Fortunatamente siamo complesse e interessanti. E il desiderio è straordinariamente ricco. Non a caso falliscono i mille tentativi di curare impotenza e frigidità quando prescindono da un esame dei significati psicologici e relazionali che ne stanno alla base.
La definizione stessa di soddisfazione sessuale non è facile. Sicuramente non si limita all’orgasmo. “Non è un parametro assoluto per raccontare il piacere femminile” spiega Roberta Giommi, direttrice dell’Istituto Internazionale di Sessuologia di Firenze “perché a volte il corpo funziona anche nella sua meccanicità, ma al femminile ci vogliono le emozioni, occorre sentirsi al centro di attenzioni romantiche e di desiderio intenso”. Così, può esserci eccitazione, lubrificazione, orgasmo ma non soddisfazione. “Perché la soddisfazione femminile” continua la sessuologa “ha bisogno di altri ingredienti, come la comprensione, il corteggiamento, l’intimità emotiva, la relazione”.

Fonte: Irpinianews.it

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

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