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Il prezzo del cervello

02/09/2014

In ospedale si trova un paziente gravemente malato. I familiari
si riuniscono nella sala d’attesa e, alla fine, entra un medico, stanco e desolato:
“Mi dispiace d’essere portatore di brutte notizie”, disse guardando le facce preoccupate, “l’unica speranza per il vostro familiare è un trapianto di cervello. E’ qualcosa di sperimentale e rischioso,
economicamente del tutto a vostre spese”
.
I familiari restano seduti, ascoltando le gravi notizie. Alla fine, uno domanda, “quanto costa un cervello?”
“Dipende” risponde il medico, 5.000 euro un cervello di un uomo; 200 euro uno di donna. Un lungo momento di silenzio invade la stanza, mentre gli uomini presenti cercano di non ridere ed evitano di guardare le donne negli occhi, anche se qualcuno accenna un sorriso.
Infine, la curiosità fa domandare ad uno di loro, “Dottore, a che si deve la differenza di prezzo?
Il medico, sorridendo a una domanda così innocente, risponde, “quelli femminili costano meno perché sono gli unici ad essere stati usati, gli altri sono come nuovi”.

Molti saluti a tutti gli uomini che sorridono a metà del racconto!
Ed un abbraccio a tutte le donne che sorridono alla fine!

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

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Il cervello non ha sesso…

07/05/2012

La parlantina sembra quasi un attributo femminile tanto è radicata l’idea che noi donne abbiamo una grande predisposizione alla “chiacchiera”. Donne ciarliere, che parlano, parlano, magari un po’ a vanvera.Vecchio pregiudizio popolare, direte voi, che vale quanto quello, ancora più sgangherato, della donna che “ragiona con l’utero”, o meglio ancora con il suo ciclo sessuale: più vispa nelle settimane che seguono le mestruazioni, torbida e rallentata dopo l’ovulazione.

Un pregiudizio che non è solo popolare, è anche “scientifico”, purtroppo, visti gli studi che negli ultimi trent’anni hanno scandagliato il cervello umano in cerca delle differenze fra uomo e donna, ricerche che, chissà perché, mettevano sempre in risalto una predisposizione della donna al ragionamento emotivo, alla chiacchiera, al fare più cose insieme, a ragionare diversamente a seconda di quali ormoni sono in giro nel suo cervello, estrogeni o progesterone.

Mai hanno messo in evidenza un “talento” per il pensiero astratto o razionale.

“Puzza di bruciato”, dicono le femministe: siamo di fronte a un nuovo tentativo di discriminare le donne, e in nome della scienza. L’argomento mi appassiona da tempo, lo confesso, perché mi sembra la prova di quanto la scienza non sia neutra, ma condivida gli schemi e i preconcetti della società di cui è espressione. Una società maschilista, che quando non può più affermare che la donna è un essere inferiore, prova a dimostrare che è quanto meno diversa (non a caso nell’Ottocento si scoprì che il cervello della donna pesa il 9 per cento in meno di quello dell’uomo, salvo doversi ricredere quando si vide che i neuroni sono lo stesso numero, cento miliardi, pur ammassati in una scatola cranica più piccola).

Ora che le ricerche condotte dai neurolinguisti hanno sconfessato buona parte di questi pregiudizi grazie a studi condotti con grande precisione, non potevo non parlarne sulla 27° ora (sull’argomento ho scritto un articolo nella sezione Tempi Liberi del Corriere della Sera). In poche parole è tutto falso:

il cervello di una donna e di un uomo non sono diversi più di quanto lo siano quello di un matematico e di un musicista.

Si diceva che la donna usa 20.000 parole al giorno, l’uomo soltanto 10.000, che la donna è più multitasking perché usa i due emisferi cerebrali, l’uomo uno solo. Ebbene, alla prova dei fatti, tutto questo si è rivelato falso. E speriamo che sia la volta buona.

Il cervello è neutrale. Punto e basta. Gli uomini hanno qualcosa da ridire?

Fonte: corriere della sera