Archive for the ‘conoscenza’ category

La Libertà di un gesto…

27/04/2014

Si impegano tantissime parole per descrivere il senso del proprio vissuto, molte volte dare una cornice ed una spiegazione ad un concetto è qualcosa di incredibilmente faticoso.
In alcuni momenti incontri invece persone che tramite i loro gesti e le loro metafore possono aprire un mondo mai scoperto, oppure altre colte un viaggio nell’immaginario incredibile.

Quella che vedete è la libertà di mostrarsi, ma anche un gesto di sensualità riservato a poche…

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

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La donna…

08/03/2014

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La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata.

cit. William Shakespeare

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

Esiodo ed il suo aforisma sul donarsi…

21/11/2013

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Leggevo questo aforisma su Instagram, mi sembrava giusto metterlo in rilievo perchè riporta alle parole di un vecchio adagio che nel senso comune recita: “Fai come ti è fatto…che non è peccato!”.

Esiodo sicuramente in modo aulico e molto efficace descrive tutto ció:

Ama chi ti ama, frequenta chi cerca la tua compagnia, offri doni a chi ti offre doni e a chi niente ti dà, non dare niente!”

A mio parere non vuole essere un invito a misurarsi ed essere parco sulle emozioni, ma comunque a comprendere chi si ha di fronte, cosa ci chiede, cosa ci dona e come possiamo ricambiare tutto ciò…solo se lo merita!

Buon pomeriggio
dr. De Vulvis Maximo

Protetto: Pornodipendenti? Si, come per Alcool e Droga…

25/09/2013

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Un Atlante anche per il sesso?…scoprite le zone goderecce nel mondo!

08/06/2013

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C’è di tutto un po’ nell’atlante del sesso, uno studio pubblicato in Francia e firmato da Stéphane Leroy (docente all’Università di Créteil) insieme a Nadine Cattan (ricercatrice al Cnrs) e la cartografa Cécile Marin.
Il tomo, il cui titolo è “L’Atlas mondial des sexuelités. Libertés, plaisir et interdits” (libertà, piaceri e divieti) è ovviamente denso di curiosità, alcune delle quali ottimi strumenti di riflessione. Due su tutte: la Danimarca ha depenalizzato il reato di omosessualità nel 1930 e la camera da letto rimane il luogo preferito in cui accoppiarsi ma, nel mondo, una persona su due non disdegna il sesso in automobile.

Al di là dei dati statistici e delle alcove a quattro ruote l’atlante permette di avere una visione a 360 gradi sulle leggi che circoscrivono la vita sessuale nel mondo; vi si trovano le età minime previste per potere essere sessualmente attivi, così come quelle per convolare a nozze insieme agli elenchi dei Paesi in cui l’omosessualità è considerata illegale (ad oggi 80) e quelli in cui persone dello stesso sesso possono sposarsi (13). Alcuni dati – che sono comunque utili a guadagnare una cognizione globale – stridono tra loro come, ad esempio, la prostituzione e la monogamia: la prima combattuta nell’emisfero Nord è invece considerata risorsa (anche turistica) in quello meridionale mentre la seconda è difesa in quel mondo Occidentale in cui aleggia la convinzione che una scappatella può fare bene alla coppia.

Gli italiani se la cavano?
Secondo gli studi effettuati, che hanno richiesto oltre un anno e mezzo, gli italiani sono i più orientati alla ricerca del piacere. I greci i più attivi con 11,5 rapporti al mese (contro i nostri 8,8) mentre gli austriaci i più appagati. I giapponesi si dedicano all’amplesso in media 45 volte l’anno, ovvero 3,7 volte al mese. Milano figura al secondo posto tra le città con più alta concentrazione di fedifraghi e si posiziona tra Parigi e Barcellona: informazione che va presa con le pinze; i dati sono estrapolati dal sito gleeden.com che mette in contatto tra loro persone che vogliono vivere un’esperienza extraconiugale. Le signore e i signori lombardi non tornino a casa guardando il partner in modo malevolo. Potrebbe essere estraneo ai fatti.

La prima volta
I più precoci sono gli islandesi i quali, sempre secondo le medie statistiche, perdono la verginità a 15 anni e mezzo, ben prima degli italiani che scoprono le gioie del sesso a 18 anni.

Fonte: ilsole24ore.com

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

La liberazione… e le figle della rivoluzione sessuale…

25/04/2013

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Quale giornata migliore del 25 Aprile per parlare di libertà, intesa come libertà sessuale.
Molto interessante e motivo per il quale ho iniziato a scrivere questo blog è l’informazione verso i giovani, in modo divertente e non volgare, con il potere di trasmettere contenuti.

Sono affascinato dalle ragazze, ovvio, ma anche nei maschietti che sono figlie e figli della rivoluzione sessuale. In pratica le venticinquenni, figlie delle donne che negli anni 70-80 hanno combattuto per una maggiore consapevolezza e libertà di vivere il sesso.

Con le figlie si è parlato molto della vagina nell’educazione sessuale, consigliando anche alle madri di parlarne con le figlie e sembra che questo compito sia stato svolto.
Le giovani donne rispondono che conoscono l’eccitazione, l’82%, la lubrificazione, il 72%. Anche l’antico territorio del desiderio sessuale è conquistato: il 79% dichiara un buon desiderio sessuale (alto il 43% e molto alto il 36%). Vuol dire che queste giovani donne sanno pensare autonomamente all’incontro sessuale, renderlo buono attraverso la percezione del desiderio che si compone di aspetti sentimentali, emotivi, sessuali. L’orgasmo si verifica nel 57% delle relazioni, solo l’8% è molto insoddisfatto e di questo dobbiamo prenderci cura.

Le donne giovani sono visive, attive, capaci di chiedere il piacere, di pretenderlo, di condividere l’appagamento, di avere fantasie sessuali, di desiderare il gioco. Occuparsi di una fascia di età che in genere non ha ancora fatto figli, regala il vantaggio di una riflessione che penso necessaria: quale donna immaginiamo e per quale futuro, come si lavora sulle contraddizioni, cosa non è ancora cambiato.

Le ragazze hanno dimostrato anche una dimensione del sesso che prima è appropriazione e poi condivisione, ribaltando i modelli di passività e di subalternità rispetto al desiderio e all’azione.

Che fare: proseguire nel processo di educazione permanente che l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) ci consiglia, riequilibrare la frequenza migliorando l’orgasmo, se sarà astinenza che sia scelta e non dettata da paure e tabù.

Fonte: Repubblica.it

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

L’assenteista va in tilt a letto…sarà vero?

22/04/2013

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Da sempre esistono due categorie di lavoratori in contrasto tra loro: i fannulloni e gli stakanovisti. I primi odiati, oziosi e senza il minimo rispetto per i colleghi. I secondi, responsabili, coccolati dai loro capi e secondo un’ultima autorevole ricerca internazionale amanti che non sbagliano un colpo. Si, avete capito bene. Finalmente sappiamo cosa non riescono a fare bene gli assenteisti. Non solo non lavorano ma in camera da letto vanno in tilt. Una bella rivincita per gli stakanovisti e quelli che riescono ad avere un buon rapporto con il lavoro.

Da una ricerca, condotta su maschi di cinque grandi Paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Inghilterra e Germania), presentata a Riga durante un meeting internazionale che ha visto riunirsi i massimi esperti in Urologia e Andrologia, è emerso che chi sta a casa dal lavoro, o lavora senza impegno, a letto soffre anche di impotenza sessuale. Lo studio evidenzia che gli impotenti hanno un tasso di assenteismo del 29%, mentre l’assenteismo di chi è sessualmente attivo non supera il 18%. “Si è vero – spiega Emmanuele A. Jannini, professore di endocrinologia e sessuologia all’Università dell’Aquila – Gli uomini che soffrono di disfunzione erettile mostrano a livello lavorativo una minore produttività rispetto agli uomini senza questo problema. Per questo studio è stato utilizzato il Work Productivity and Activity Impairment Questionnaire (WPAI), uno strumento validato, grazie al quale adesso abbiamo uno spaccato “sociale” di questa condizione così diffusa”. Quindi, più sei forte in amore meno lavori. Ma un elemento accomuna tutti i lavoratori: la crisi. Infatti le difficoltà economiche e lavorativo producono ansia, depressione e disagio sessuale. “Il consiglio che devo dare è quello di andare dal medico e raccontare la propria disfunzione – precisa il Professore Emmanuele A. Jannini – per ricevere la corretta diagnosi e il giusto aiuto, anche farmacologico. E siccome siamo in tempo di crisi, magari con particolare attenzione anche i costi della terapia”.

Parafrasando Celentano: chi non fa l’amore… non lavora!

Fonte: italia-news.it

Saluti
dr. De Vulvis Maximo