Sesso: Un algoritmo per calcolare i rischi di infezione

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Roba da cervelloni?…non direi! Anzi un interessante spunto di riflessione.
Vorrei infatti ricordare a tutti che la fisica, chimica e non ultima come importanza la matematica sono onnipresenti nel nostro vissuto quotidiano ed in ogni cosa in natura.

Bene, fermo restando questo principio,
vi faccio un esempio: una trentenne che ha avuto sette partners è entrata in contatto sessualmente con almeno 2.907.947 uomini.

Il calcolo è stato effettuato grazie ad un “algoritmo del sesso” in grado di svelare il numero di rapporti indiretti che si possono avere nel corso della propria vita.
Già, perché se è vero che il numero di rapporti sessuali che ogni individuo ha nella sua vita è limitato, quello delle persone con le quali entriamo in contatto cresce esponenzialmente rispetto al loro numero.
Lloydspharmacy, una catena britannica di farmacie, ha sviluppato un algoritmo che aiuta a comprendere quanto elevati siano i rischi di contrarre delle infezioni sessualmente trasmissibili anche se si conduce una vita intima normale.

Usare il calcolatore dei contatti sessuali è facile: basta che l’utente registri la sua età, il suo sesso e il numero di partners avuti. Poi, chiede età e sesso degli altri partners.
E’ quanto basta al database per capire in media quale sia il rischio al quale ci si è esposti. Il risultato è sconcertante.

Una donna di 45 anni che ha avuto 10 compagni di letto è entrata in contatto con 6.324.624 persone.

Ora un pó di statistiche per capire l’impatto di queste valutazioni:
Ad esporsi al rischio di malattie sessualmente trasmissibili sono soprattutto i giovani: in Gran Bretagna, l’Agenzia per la protezione della salute ha dichiarato che il 57% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni hanno contratto la gonorrea e il 56% hanno avuto delle infezioni.

Nel 2011, nel Paese, si erano verificati più di ventimila nuovi casi.

Il numero di sieropositivi gay è aumentato- pare a causa di nuovi medicinali che promuoverebbero il sesso non sicuro.
Tra il 90 e il 2010, il 26% in meno delle persone ha usato il preservativo.

Fonte: corriereuniv.it

Saluti
dr. De Vulvis Maximo

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